Resta di grande interesse dopo la significativa sentenza del T.A.R. per la Lombardia, Sede di Milano, Sezione IV^, 19 aprile 2017, n. 902 (Presidente Gabbricci, Estensore Zucchini) la posizione dell’avvocato che partecipa ad una procedura competitiva per ottenere un incarico defensionale da una Pubblica Amministrazione e la questione della gratuità o meno della relativa attività. Questo anche a margine del Convegno dell’Associazione, tenutosi in data 6 maggio 2017 a Padova, con relatori gli Avvocati Alberto Borella e Fiorenzo Bertuzzi, proprio sul tema “Conferimento incarichi legali da parte delle Pubbliche Amministrazioni”.

Ora, entrando subito in medias res, va rilevato che il Giudice Amministrativo della Lombardia si è trovato a dover risolvere una vertenza fra avvocati che si contendevano l’incarico di un Comune.

La fattispecie concreta è la seguente. L’Ente Locale doveva riscuotere una somma di danaro ed aveva invitato più legali a formulare un’offerta per ottenere il relativo incarico defensionale. L’offerta doveva esaminarsi con il criterio del “prezzo più basso”. L’offerta più conveniente per la P.A. era risultata quella di un collega che chiedeva, come corrispettivo, il solo pagamento delle spese “vive”.

La lite sarebbe costata al Comune, quindi, il solo importo del contributo unificato.
L’esiguità dell’offerta non ha convinto però la Stazione Appaltante con conseguente impugnativa giurisdizionale avanti al T.A.R. dell’avvocato escluso.

Il thema decidendum è presto delineato: la motivazione addotta dal collega per stigmatizzare l’assenza (solo apparente, come si vedrà) del compenso professionale. Il presentatore dell’offerta economicamente più bassa affermava di avere “certezza della vittoria processuale” e, quindi, prevedeva una favorevole liquidazione delle spese da parte del Giudice a carico della parte soccombente (a mente degli Articoli 91-93 del Codice di procedura civile).

Questa era la motivazione della gratuità del servizio legale offerto al Comune iniziando senza alcuna liquidazione di compenso la vertenza, gratuità per vero solo apparente perché la prevista condanna della parte avversaria al pagamento delle spese di lite avrebbe avvantaggiato il professionista che aveva solo iniziato “gratis causa” la controversia. Il ragionamento non è stato affatto condiviso dal T.A.R. Milano che ha applicato alla gara dell’Ente locale i criteri degli appalti pubblici, escludendo le offerte antieconomiche (anomale) perché prevedibilmente dannose per l’Ente locale, sotto l’aspetto della qualità della prestazione (da presumersi effettuata al risparmio).

Infatti, ragiona il T.A.R. per la Lombardia, anche se le tariffe professionali sono venute meno con la cc.dd. riforma Bersani, rimangono in vigore i criteri generali relativi all’anomalia di offerte di importo ingiustificatamente basso.

L’aggiudicazione allo studio legale controinteressato non è stata annullata perché non vi erano “ragioni peculiari per le quali la prestazione professionista intellettuale potesse essere di fatto gratuita”. Il T.A.R. adìto non ha, peraltro, poi condiviso la possibilità che il legale ottenesse comunque un importo economico, attraverso il previsto provvedimento del Giudice che, concludendo la lite, ponesse a carico della parte avversaria (se sconfitta e, quindi, soccombente) le spese di lite. Osserva infatti il Giudice Amministrativo che ogni azione giurisdizionale ha inevitabilmente un margine, più o meno ampio, di incertezza ed aleatorietà. Ed, inoltre, che le spese legali sono appannaggio della parte assistita, a meno che il legale non sia antistatario (“Inoltre, ed anche questo è un dato di comune esperienza, l’esito eventualmente vittorioso della lite non implica la liquidazione delle spese a vantaggio del difensore bensì del suo assistito, salva la domanda di distrazione ai sensi dell’art. 93 del c.p.c. e sempre che il giudice non decida in ogni modo per la compensazione delle spese nei confronti della parte comunque vittoriosa ai sensi dell’art. 92 del c.p.c”). Quindi, niente gratuità della prestazione né previsione di esser soddisfatti a carico dell’avversario.

In altri casi, i Giudici Amministrativi avevano ammesso (cfr., in terminis, Consiglio di Stato, 2455/2006) prestazioni legali gratuite, ma in un contesto di assoluta accessorietà ad importanti (e remunerati) lavori pubblici (nel caso specifico, di ristrutturazione edifici e vendita della ex borsa merci di Firenze). La temporanea gratuità e il pagamento differito ad eventi futuri, è oggetto di una recente integrazione al Codice degli appalti (di cui al D.lgs. n. 50/2016), perché il cc.dd. correttivo vieta (all’Articolo 14, comma I^, lett. d) alle Stazioni Appaltanti di subordinare la corresponsione del corrispettivo per servizi di architettura e di ingegneria all’ottenimento del finanziamento dell’opera.

Giovanni Attilio De Martin

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